Il primo passo

Il primo passo è sempre il più difficile : mi rendo conto del pericolo di tenere un diario del genere online.

Magari troverò il modo di nasconderlo meglio, non lo so. D’altronde, Luigi, chi nel 2020 cerca ancora cose nei blog, e poi un pò l’ho nascosto, ma in fondo, mi piace il brivido che qualcuno lo possa leggere.

Voglio parlare di come sono ora, di quanto stia soffrendo, ormai sono così da almeno un anno. Finalmente vedo la luce, e proprio perchè vedo la luce voglio tenere traccia dei miei pensieri.

Troverò il coraggio di parlare di cosa sto passando, delle mie nuove esperienze, delle mie nuove “vibes”, delle mie nuove consapevolezze.

Devo amarmi tanto, ed in fondo, non l’ho mai fatto.

Inizio subito con una bella tisana calda, fuori nevica., un divano scomodo m’aspetta, ma questa sera dormo a casa: voglio godermi i miei bimbi

Buona notte Luigi, ti voglio tanto tanto bene.

La mia vita senza te

Domenica 20 maggio


ore 00.15 : Questa fase della mia vita la chiamerei : la resa dei conti.Sapevo che non sarebbe potuta durare per sempre ed in fondo sono contento così, sono contento di aver passato il capitolo della mia vita che chiamerei : il tempo sospeso.Ero stufo di non prendere una decisione che avrebbe portato sicuramente a soffire : io odio soffire e far soffire.Quello che è successo tra di noi ad ormai una settimana forse è servito, sicuramente è stato molto brusco ma questo è il mio carattere, non ne voglio scrivere perchè non lo voglio ricordare.Tu non puoi saperlo ma io adoro scrivere, sei nata gi quando i computer son diventati alla portata di tutti ma quelli dell’80 si ricordano i periodo in cui ci si scriveva.Da piccolo mi sono scritto per anni con una ragazza (di Bergamo) e dio solo sa quanto sia bello poter scrivere le cose con calma… mandare una lettera… aspettare di riceverla : amo scrivere a chi amo: l’ho fatto anche con mia mamma , per mio padre, per Valeria e adesso lo faccio per te, o meglio per me, perchè non so se ti consegnerò mai questo diario segreto.A me serve per poter gestire il momento, ci siamo scritti questa mattina ed è iniziato un silezio brutto, un silenzio alla quale non mi hai mai abituato e che obiettivamente non so gestire.Penso a quello che ci siamo detti ieri e sono confuso: sembra che mi vuoi ancora bene, ma hai chiesto un periodo di pausa, mi hai detto che non parliamo più come prima ed hai ricordato solo episodi dei primi mesi : possibile che io in tre anni ti abbia lasciato solo questo ? Io nonostante tutto non posso pensare che sia stato bello solo quel periodo, ho tanti bellissimi ricordi del dopo anche se devo riconoscerlo : diverso, diverso perchè volevamo stare insieme e non potevamo ed è ovvio che tutto alla fine è condito da un velo di tristezza che non ri fa godere bene le cose ma è stato bello lo stesso : ogni secondo con te è stato bello, mi dispiace che tu non lo pensi.
Piango, non faccio altro che piangere, ho dei flashback e zero foto : ho cancellato tutto. Sono un cretino … perchè l’ho fatto? Almeno potevo vederti un pò ma forse è meglio così.Non faccio che pensare a questo periodo di pausa. Ti servirà per vedere questo Antonio ? Antonio è più bello di me ? Mi guardo allo specchio… mi faccio qualche selfie : non mi piaccio. Vado a dormire. Piango.Anche con Lucky ho pianto, anche Lucky ha capito, anch Lucky mi ha detto che passerà. Odio sentire questi discorsi. Li fanno chi non è coinvolto.


Lunedì 21 maggio

ore 10.35
La mia solita MC prosegue noiosa ed inutile come sempre, scrivo.Questa mattina mi sono svegliato alle 5.40 e non mi sono più addormentato, ho fatto un pò di allenamento ed ho iniziato a cercare Antonio : Antonio Valzano.Cerco di capire cosa ha che io non ho… ho visto che è un bel ragazzo ed è fidanzato… pure lui ? Boh. Sembrano pure felici : Si vede che nessuna coppia in fondo lo è.Mi sta sulle palle.E’ peloso.E’ anche leggermente sovrappeso.Vabbè meno male che hai 37 anni eh : maturo. Evidentemente lui le sta dando qualcosa che TU non sono capace di darle ed è meglio che TU rifletta su questo.
Stranamente qualcosa nella mia testa sta camibiando e voglio scrivere qualcosa a riguardo perchè è importante per me.Improvvisamente lo status-quo che mi ha permesso per tanto tempo di andare avanti si è rotto : te ne avevo parlato quasi chiedendotelo : dammi un out-in ma non me lo hai dato ed il pericolo era proprio questo : andare avanti per ore.giorni.mesi.anni. d’altronde era una situazione per me migliore : non fare male a nessuno, non pienamente, forse fare un pò male a tutti ma poco e dividermi tra tutti.
Improvvisamente mi viene da pensare che tra noi è finita, che il periodo di prova serva per capire se con Antonio possa nascere qualcosa. Non ci penso. Piango.
Decido che un’amore lo voglio nella mia vita, non sarai tu ma voglio che ci sia una Beatrice : una che mi procuri delle emozioni che mi hai saputo dare solo tu. Non posso stare con Valeria perchè così non posso cercare serenamente qualcuna o quella qualcuna speciale non verrà mai.
Devo parlarle.
In metro ho incontrato mio fratello e non capita mai, un pò mi da fastidio perchè volevo buttarmi giù e piangere un pò con un pò di musica ed un pò sono felice perchè almeno posso distrarmi : alla fine sono più felice.
Parliamo come sempre di auto… di case, ma oggi no : oggi voglio una spalla sulla quale piangere : ci giro intorno ma poi vado al sodo : voglio lasciare Valeria e lui lo sa. Lo vede che è diverso e mi da ragione, lo sento che è preoccupato ma mi conosce e sa che non prenderei mai una decisione così se non fossi completamente sicuro.
Gli faccio presente che nella mia vita voglio trovare ancora amore e che sono stufo di vivere come uno zombie a casa. Mi consola e mi abbraccia ed è stato un momento bellssimo : dopo ci scriviamo su whatsapp e ci scambiamo cuoricini: oddio whatsapp: sei online. con chi ? Cuffie spotify, canzone triste e via per una nuova giornata lavorativa di merda.
Ho deciso : domani sono in smart e le parlo.

Martedì 22 maggio


ore 16.38
Oggi sono in smart ed ho chiesto a Valeria di andare con Simone all’ all-you-can eat. 
Adoro quel posto e mi piace non stare a casa… esco e penso di meno.
Riesco a parcheggiare davanti al locale, apro la porta e la vedo : la biondina della quale ti avevo parlato!Assomglia a Kate Hudson e trovo che sia bellissima, non lo puoi capire forse ma trovo che sia bellissima perchè ti assomiglia : ha il tuo stesso fisico e le tue stesse braccia: non ci proverei mai ma ati straverso lei vedo te e quindi mi piace tanto.
Mi scatta ancora qualcosa : non riesco. Non riesco ad aspettare sabato : ho deciso e le parlo.
E’ successo tutto in modo naturale, sapevo che un posto diverso da casa ci avrebbe aiutato: finalmente, finalmente parliamo !
<< Sei felice ? >><< No >><< Perchè non parliamo ? >><< Forse abbiamo paura di dirci qualcosa >>
Mi apro completamente e voglio che lei capisca, che capisco che le voglio bene, che fa parte della mia vita e che sempre ne farà parte ma le faccio presente i problemi che ci siamo sempre portati dietro, della mia difficoltà a fare l’amore con lei sin dall’anno prima del matrimonio : le parlo di Lucia. Finalmente.Mi sento libero.Prende tutto serenamente ovviamente ed io la stimolo : ma perchè non ti incazzi ? Perchè ? Non sopporto più questo ma hai capito cosa ti ho detto ? Ti ho tradita prima del matrimonio.
Le ho esposto la mia idea : vorrei capire cosa fare di noi lontano da casa, possiamo continuare la terapia ma devo uscire di casa, dobbiamo provare a stare lontani: è d’accordo e mi ha promesso che potrò vedere i bambini quando voglio…. è serena ovviamente, io ho pianto ovviamente.
Sono molto contento, quasi felice, anche lei, perchè non lo abbiamo fatto prima ?Ci sentiamo più liberi: è importante parlare e noi non lo facciamo da troppo tempo.Ho voglia di parlartene e ti scrivo. CAZZO. Non dovevo scriverti.
ore 1.20Non mi scrivi ma perchè ? Cavolo la notte è dura. Piango… piango.Perchè piangi sempre? Infatti, boh.Mi concentro su altro. Gioco un pò… fumo e ripenso con gioia a quello che ho fatto oggi. E’ troppo tardi ? Forse. ma poco importa perchè ho deciso, meglio solo o almeno con la speranza che una nuovo amore arriverà. Guardo Antonio. Vaffanculo. Gioco.


Mercoledì 23 maggio


ore 17.40Lavoro come un negro… che bello dio esiste. Sono stato bravissimo questa settimana e inizio a far carriera : sono persino stato ad un MC con l’amministatore delegato : ho spaccato… as usual.Non mi scrivi… come fai ? Piango.
Mi faccio un giro con le cuffie : Phil collins e odds…. sempre quella a ripetizione, mi piacerebbe sapere che l’hai vista sul mio profilo e che hai letto il testo come sempre.Io cerco di mandarti segnali e tu nulla, starai parlando con Antonio ? Con un altro? Mi sento scemo, perchè io sento il bisogno di mandarti qualcosa e tu no ?


Giovedì 24 maggio


ore 1.38
Sarebbe venerdì ma amen… abbiamo appena parlato su Telegram… ti ho bloccato e tu mi hai cercato…. allora mi pensi anche tu ?
Io sono convinto che tu ormai mi ami di meno ma poi fai così e mi confondi.Ho scoperto di aver odiato profondamente una persona che non c’entra nulla. Mi sento in colpa.Davide. Davide ti odio.Ma il problema è Davide ? O tu che hai tenuto Beatrice per 3 anni così. A chi manda sms Beatrice ? Non posso non interessarti altrimenti non faresti così… allora perchè mi hai chiesto la pausa?
Non mi interessa : funziona perchè in una settimana sto facendo quello che volevo fare da 3 anni.Domani stalkerò Davide ? No. Basta. Poi se è bello proprio tanto è un problema per la mia saluta mentale.Mi chiedo come è inziata… facebook auguri di compeanno…. una 40ina di messaggi… whatsapp, il legame, con lui hai parlato di cose che con me non ti è venuto in mente… ma ti capisco, ero pià preoccupato di sapere se davvero eri uscita con tua madre quella sera che pensare a te… a chiederti come era il locale… che musica c’era…. con lui l’hai potuto fare e capisco che sia più piacevole di gestire un interrogario tedesco da parte mia. E’ mortificante. Rifletti.

That’s all folks.

Lascialo andare.

Perché se ti dice ti amo ma non lo senti, non c’è niente che tu possa fare.

Non puoi convincerlo, non puoi cambiarlo, non puoi odiarlo.

Non puoi fare niente.

Devi solo lasciar perdere.

E’ sempre la stessa storia: le parole non bastano.

Non colpevolizzarlo, non offenderlo.

Magari ti ama davvero, ma non sa come fare, non sa cosa fare, non sa come amare.

Non vuole che tu lo aspetti, vuole che tu lo capisca.

E che tu vada via.

Vai via, non dipendere da nessuno, nemmeno da chi ami così tanto.

Vai via, lascia un buon ricordo, il ricordo di qualcuno che sa andare avanti, sempre, sempre, sempre.

Non volere tutto e subito.

Non accontentarti di qualcosa in meno di “tutto”, però.

Chi ama ha pazienza, è vero, ma a volte la pazienza non è quello che serve.

A volte serve il coraggio di dire basta, con dolcezza, ma basta.

Due

Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme.E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi.
(Paulo Coelho)

La felicità …

Crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose. Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi.
La felicità non e’ quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente; non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari.
La felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose.
E impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami.
E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

 

Perché Simone ?

Coloro che riescono meglio nella vita, spesso non sono i più capaci (a meno di avere delle doti naturali fuori dal comune, cosa che non mi ispira più di tanto) quanto piuttosto i più determinati.

E’ sopratutto la determinazione a permettere il raggiungimento di un risultato desiderato, motivo per il quale ammiro tantissimo, ancora di più chi parte da una situazione sfavorevole e raggiunge risultati inimmaginabili solo perchè ci ha creduto, ha combattuto per un sogno, non lo ha mai perso di vista anche nelle difficoltà.

Intorno al concetto di motivazione esiste molto disorientamento, sopratutto oggi. Vedo tanti ragazzi che hanno gettato la spugna ancora prima di cominciare, non vedo il fuoco nei loro occhi, non vedo il famoso occhio della tigre, credo perchè la nostra cultura ha smarrito il senso dell’impegno e delle volontà individuali, siamo portati a pensare la motivazione come qualcosa che dipende esclusivamente dalle condizioni esterne. Ci motivano sempre gli altri o le situazioni fuori da noi. Alibi.

La differenza  sta nella capacità di mantenere il “sogno” e farlo durare a lungo nonostante ostacoli, difficoltà e problemi. La capacità di perseverare, di fare durare a lungo la motivazione, viene definita RESILIENZA, ma è l’unica spinta nella quale credo per raggiungere il risultato.

La resilienza non è un dono magico o sovranaturale: è una capacità cognitiva, cioè legata al modo con cui elaboriamo le informazioni e ci rapportiamo con la realtà. Può essere allenata ed accresciuta da tutti, in qualsiasi momento della vita. Ma richiede impegno e disciplina.

Faccio analogie con lo sport perchè è forse l’unica disciplina che ti mette alla prova subito e senze troppa dolcezza, vinci o perdi.

Rocky, il mio personaggio preferito, è un uomo che ha fatto della resilenza la sua arma migliore perchè senza quella sarebbe stato un uomo normale, non era sicuramente naturalmente dotato per essere un campione di boxe.
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Ci sono delle frasi, passaggi indelebili nella mia testa :
“Nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente!”
Vorrei poter trasmettere questo concetto a mio figlio.
Certo Rocky è un personaggio inventato ma io ne conosco uno reale, una persona che ci è riuscito, un caro amico di infanzia, una persona con la quale ho avuto l’onore di giocare e condividere una passione da piccolo : Simone Di Tommaso
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Nonostante non sia alto : 1.73 ci ha sempre messo il cuore, ci ha sempre creduto e ci è riuscito, ha coronato un sogno per il quale chissà quante volte è stato preso in giro, chissà quante volte è stato osservato dalla squdra avversaria sotto rete pensando ad un muro “facile” e chissà quante volte sono stati stampati 🙂
Simone di Tommaso ha giocato in a2 ed uno dei giocatori più forti della B1 maschile.
Molto probabilmente giocherà ancora in a2.
Cosa gli ha permesso di raggiungere questo grande obiettivo ? La resilenza. La motivazione.
Io non ci ho mai creduto, ho sempre pensato che la mia altezza mi avrebbe precluso qualiasi strada pallavolistica, infatti ho fallito.
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Rivivo in Simone il sogno che non sono mai riuscito ed un’attegiamento che ho imparato troppo tardi e che vorrei donare a mio figlio regalandogli il nome Simone !
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Forza Simone, non avere paura di fallire, non si può sempre vincere, ma non si deve avere paura di prendere decisioni e di tentare sempre. Devi sempre credere che qualcosa di eccezionale possa accadere se crederai sempre in te stesso.
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Cerca di capire prima quello che io ho capito solo dopo.
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Quanto è bello l’Ipad !

Stamattina, passando in edicola per prendere il settimanale ATM, sono rimasto a bocca aperta davanti a una pila di iPad nuovi di zecca, e dato che costavano poco mi sono detto: perchè no? E quindi dopo un road test di mezz’ora sui mezzi pubblici, ecco le mie prime impressioni.

I pro. E’ leggerissimo! E cosa ancora più incredibile, alla Apple hanno fatto il miracolo: si piega senza rovinarsi. Lo schermo poi è nitido e con un contrasto fantastico: i caratteri sono davvero neri, la pagina bianca, e in condizioni di luminosità normale non affatica assolutamente gli occhi. Ma la cosa più incredibile è il multi touch, per chi non l’avesse mai sperimentato funziona così: si piegano indice e pollice fino a farli quasi toccare, li si porta sull’angolo dell’iPad, lo si afferra, e si fa un movimento diagonale. A quel punto, parte un’animazione (fatta così bene che sembra davvero di spostare un oggetto fisico), e l’iPad cambia pagina. Fantastico! C’è anche una modalità per chi odia far sbirciare i vicini in metropolitana, che permette di piegare il device fino a oscurare completamente i contenuti. Devo dire che le hanno pensate davvero tutte! Il collegamento dati poi ha funzionato a meraviglia, anche in galleria: sono riuscito a leggere senza interruzioni per una ventina di minuti.

I contro. Mi aspettavo qualche animazione alla Harry Potter, ma le fotografie sono tutte statiche: poco male, tanto trovo i video assolutamente noiosi e non li guardo nemmeno sul PC e tantomeno in televisione, e in movimento poi mi avrebbero probabilmente fatto venire il mal di mare. Il suo vero problema però è che costa troppo poco: in metropolitana ce l’avevano quasi tutti. Peccato, speravo di fare un figurone, ma nessuno mi ha degnato neanche di un’occhiata di invidia o curiosità. Anzi, ho visto addirittura un modello più compatto, che sembra offrire contenuti gratuiti. Sarà vero?

Concludo con una foto, per farvi apprezzare il design rivoluzionario di questo splendido oggetto.

Registro di bordo

Riparto da questa prima news, con la consapevolezza di aver perso tutti i miei post precedenti, ma sopratutto di riutilizzare questo mio blog come appunti personali di viaggio nel mio lavoro !

Come un vecchio capitano riapro il mio dì registro di viaggio!