Feeling so much

Da sempre ho bisogno di scrivere per ordinare determinate emozioni.
Sono abituato a farlo sin da piccolo perchè mi serve una valvola per tiare fuori qualcosa che la mia vita mi ha insegnato a tenere dentro.

Ma tenere dentro fa male.
Questo l’ho imparato; puoi essere forte o credere di esserlo quanto vuoi, ma alla fine quello che non affronti o che metti da parte trova il modo di presentare un conto.

Oggi scorrendo su Netflix ho notato il documentario su Maradona nella top 10 e devo dire, sforzandomi, me lo sono visto.
Mi sono dovuto sforzare perchè Maradona mi sta antipatico. 🙂 ma poi mi sono chiesto il perchè, (sempre chiedersi almeno 3 perchè ricorsivi 🙂 ) e mi sono reso conto che la mia antipatia non era ben fondata, insomma ho cercato di farmi una idea più consapevole.

Ad un certo punto si vede Marodona così :

Questa è la faccia di uno che ha vinto un mondiale, di uno che professionalmente è riuscito in tutto ai massimi livelli, una persona ricca, una persona che nei sogni della maggior parte delle persone dovrebbe essere solo il dipinto della felicità.

Eppure, eppure non è felice.
Chi sa la storia conosce solo il tormento di quel periodo e del successivo.
Quindi, anche se scontato, non è sicuramente il riuscire professionalmente o essere ricco, avere una famiglia, a renderti felice.

Concetto banale, apparentemente però, perché in fondo se pensiamo al motivo per il quale proprio in questo momento non ci sentiamo felici spesso è proprio perchè vorremmo avere una promozione, vorremmo avere qualche soldo in più, non è forse così ?
“ahhh se vincessi al superenalotto !!!” si sente spesso dire.

Continuerò ad essere banale, ma allora cos’è davvero la felicità? Credo che capirlo sia una delle più grandi conquiste di ciascuno di noi, forse qualcuno trova una strada, perché la strada va costruita. E’ un percorso, soprattutto di conoscenza.

In maniera spesso inconsapevole, cerco di evitare i dolori (emozioni negative) e di provare piacere (emozioni positive) ma raramente ho un’idea chiara di cosa sia davvero la felicità, e di come ottenerla.
Alcune volte l’ho confusa con l’adrenalina, altre volte con la soddisfazione, altre ancora con il senso di potere.

Nei testi di autori e filosofi del calibro di Schopenhauer e Leopardi, la felicità è vista come una chimera, una pura illusione, ed è forse così.
Certi dicono che la felicità sia trovare se stessi e donare ad altri amore (beh qua sono un fallimento totale…)
Altri dicono che La felicità è quello stato mentale nel quale non ci si vuole trovare in nessun altro stato mentale. Ma questo stride terribilmente con la natura dell’uomo.

Quindi ?

Quindi non è facile. Non è immediato. Non c’è una linea guida, e se leggi qualcuno che cerca d’indicarti una strada, scappa!

Serve allenamento, serve studio, serve l’esercizio continuo per espandere la propria consapevolezza.

Ecco perchè ne sto scrivendo. Per me.

Non c’’è nulla di più bello che lavorare su se stessi, giorno dopo giorno, per conoscersi, capirsi, guidare la propria vita.

Chiediti, chiediti sempre se sei felice, ed il perchè sei o non sei felice. Lavoraci con i tuoi tempi. Interrogati non solo quando non lo sei !
Fatti aiutare ogni tanto: non significa avere problemi, è fondamentale che qualcuno ti dia una chiave di lettura diversa dalla tua.

Tornando al documentario, mi sono innamorato di Diego, delle sue fragitlià. Lo ringrazio per avermi donato questa serata introspettiva!
L”ultimo pezzo del documentario che condivido qui è davvero commovente.

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