La favola dell’amore robotico

Nell’anno 2525 gli ingegneri riuscirono finalmente a costruire dei robot di aspetto umano, dal comportamento umano e in grado di riprodursi. Ne erano stati costruiti diecimila di vario tipo, tutte femmine. Un gruppo di ricerca cominciò a progetta re un maschio capace di trovarsi una compagna adatta, fonda re una famiglia e prendersi cura dei robottini finché non fosse ro stati in grado di badare a se stessi; il primo modello fu chia mato Massimizzatore, o anche M-1, per fare prima. M-1, pro grammato per trovare la compagna migliore, cominciò a indi viduare mille robottesse che corrispondevano a uno dei suoi obiettivi, non sposare un modello più vecchio di lui; poi indivi duò cinquecento caratteristiche – come il consumo di energia, la velocità di computazione e l’elasticità della programmazio ne, che variavano da femmina a femmina. Purtroppo, però, le femmine non portavano i valori di queste caratteristiche scritti in fronte e alcune addirittura li nascondevano cercando di in gannare M-1, che doveva inferirli da certi aspetti del loro com portamento. Dopo tre mesi era riuscito a ottenere una misura attendibile della prima caratteristica, le dimensioni della me moria, per ogni femmina; il gruppo dei ricercatori fece un rapi do calcolo di quando M-1 sarebbe stato pronto a scegliere la migliore e scoprì che a quel punto nessuno di loro sarebbe sta to ancora in vita -e neppure la robottessa ideale. Le mille fem mine erano furiose perché M-1 non riusciva a decidersi, e quando cominciò a registrare la seconda caratteristica, cioè il numero di serie, gli tolsero le batterie e lo buttarono nella spaz zatura. Il gruppo tornò ai tavoli da disegno e progettò M-2, che era fatto in modo da concentrarsi sulle caratteristiche più im portanti e smettere di cercarne altre quando i costi della rac colta di nuove informazioni superavano i benefici; dopo tre mesi M-2 era esattamente al punto in cui era stato M-1 e in più perdeva tempo a misurare costi e benefici di ogni caratteristica perché voleva sapere che cosa ignorare. Le femmine, impazienti, gli strapparono i fili e si sbarazzarono anche di lui. A quel punto il gruppo si ricordò del proverbio che il me glio è nemico del bene e progettò B-1, che avrebbe cercato una compagna buona quanto bastava. B-1 aveva un livello di aspi razione predefinito, e una volta conosciuta la prima femmina che arrivava a questo livello le avrebbe fatto la sua dichiarazio ne ignorando le altre. Inoltre, per assicurarsi che trovasse una compagna anche se le sue aspirazioni erano troppo elevate, fu dotato di un circuito di feedback che ne abbassava il livello se dopo un certo tempo nessuna delle femmine era abbastanza buona per lui. B-1 non mostrò interesse per le prime sei fem mine che conobbe, ma si dichiarò alla settima, la quale, in mancanza di alternative, accettò. Tre mesi dopo, con gran gioia di tutti, B-1 era sposato e aveva tre bambini – ma mentre scri veva la relazione finale, il gruppo venne a sapere che aveva la sciato la moglie per un’altra robottessa. Nel suo cervello non c’era niente che gli impedisse di scappare via con una che a lui sembrava meglio della moglie. Un membro del gruppo osservò che M-1 non avrebbe mai fatto una cosa del genere, perché avrebbe accettato, fin dall’inizio, solo la migliore; vero, rispo sero gli altri, ma B-1 almeno una se l’era trovata. Il gruppo di scusse il problema per un certo tempo e poi tirò fuori AB-1, pronto ad accontentarsi di una femmina abbastanza buona co me già B-1, ma in più dotato di un collante emotivo che entra va in circolo quando conosceva, appunto, una femmina abba stanza buona e a ogni nuovo contatto fisico aderiva sempre più forte. Per maggiore sicurezza gli misero nel cervello anche un secondo tipo di collante emotivo che entrava in circolo dopo la nascita di un figlio e si rafforzava dopo ogni contatto fisico col bambino. AB-1 fu veloce quanto B-1 a dichiararsi a una fem mina, la sposò, ebbe tre figli e quando il gruppo terminò la re lazione stava ancora con loro. Era un po’ appiccicoso ma affi dabile, e da allora i robot AB-1 hanno conquistato la Terra.

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