Piazza

Ieri la mia bambolina che non smette di crescere mi ha chiesto di portarla in piazza.
In piazza c’era il suo amico con il quale ormai intrattiene ore ed ore di conversazioni e videochiamate via whatsapp.

Quindi, per farla contenta, anche se avevo zero voglia l’accompagno.

Mi siedo, la vedo giocare, sorridere, una sicurezza che io non avevo. Si rincorrono e ridono insieme…. che carini .

Beh dai, come papà mi sento contento, non sono geloso, ed in fondo, io non sono mai stato una persona gelosa.
Solo in un periodo della mia vita, in cui sono stato trasformato in un geloso paranoico.
Non era colpa mia.

Tutto inizia a prendere forma nella mia testa mentre la vedo giocare e sorridere e complice la musica, ovviamente penso. Mi creo il mio momento introspettivo.
Penso a come gestire le situazioni del futuro, al mio percorso, a cosa vorrei consigliarle, in fondo vorrei proteggerla da determinate esperienze: impossibile.

Le dovrà affrontare tutte, tutte quelle sensazioni di pancia, quegli assoluti che l’adolescenza le presenterà.

Come mi comporterò alla prima sofferenza d’amore ? Chiederà di me ? E se avessi questa fortuna cosa le direi ? Io poi…. io che mi emoziono per una foglia che cade 😀

Un grande scrittore, Steinbeck, trovò le parole giuste per il figlio Thom quattordicenne, sofferente per amore.

Se sei innamorato, è una buona cosa. Non permettere che nessuno la sottovaluti o sminuisca. Può succedere che quanto senti non sia ricambiato, per una ragione o per l’altra, ma ciò non renderà i tuoi sentimenti meno veri e belli. E non avere paura di perdere. Se deve succedere, succederà. La cosa più importante è non avere fretta. Le cose belle non scappano via“, il finale, semplice e universale con cui termina la lettera al figlio, è bellissimo! Ma oggi quelle parole basterebbero ancora?

Vedi caro Luigi ? Ancora una volta pensi che la soluzione migliore in fondo sia non affrontare, invece sai che non è così.

Far capire che spesso soffrire per amore è addirittura bello, è comunque una sensazione che ti fa crescere (ma questo può dirlo solo chi non sta soffrendo in quel momento) e che esternando le proprie sensazioni potrebbe venire fuori qualcosa di buono.

Qualsiasi cosa sia, vorrei solo comunicare.
Quanto è brutto non comunicare.

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