La tempesta perfetta

Col tempo ho capito che tra noi non c’era stata semplicemente una relazione complicata. C’era stata una collisione. Una di quelle convergenze rare in cui due storie emotive si cercano nel buio, si trovano e si incastrano con una precisione che, mentre la vivi, scambi per destino. Solo molto tempo dopo riesci a vedere la struttura nascosta dietro ciò che avevi chiamato magia. Io portavo dentro una paura antica: l’abbandono: l’abbandono vissuto da piccolo, non sentirsi scelto dai propri genitori e non se n’era mai andata davvero. Era rimasta lì anche nei periodi in cui pensavo di averla superata. Con gli anni, però, quella ferita aveva preso una forma diversa. Non volevo soltanto essere amato. Avevo sviluppato il bisogno profondo di non lasciare mai nessuno indietro. I miei figli soprattutto. Non volevo che conoscessero quella sensazione di vuoto, l’attesa di… Leggi tuttoLa tempesta perfetta

Infinito

Ci sono poesie che studi, e poi ci sono poesie che ti succedono.Per me, L’infinito di Giacomo Leopardi è stato entrambe le cose, ma non nello stesso momento. La prima volta l’ho letto come si leggono tante cose a scuola: cercando di capire, di interpretare, quasi di “risolvere” il testo. La siepe, il colle, gli spazi interminati… tutto chiaro, tutto spiegato. Eppure, a essere onesto, non mi aveva lasciato molto. Era bello, sì. Ma distante. Poi è tornato. Non perché dovessi studiarlo, ma perché ne avevo bisogno. Mi ricordo esattamente il contesto: un periodo in cui avevo la testa piena, troppe decisioni, troppi pensieri che giravano senza fermarsi mai. E in mezzo a quel rumore, mi è tornato in mente quel passaggio sul silenzio, sugli spazi che la mente costruisce quando non vede più. Ed è lì che ho capito… Leggi tuttoInfinito

Nello stesso dolore, in due posti diversi

Sapevo che avrei trovato una connessione con questo film. E così è stato. È una di quelle storie che sembrano parlare a te. E mi viene da pensare: se è stata scritta, diretta, interpretata e sentita da così tante persone, forse non sono così solo. Forse certi passaggi sono molto più comuni di quanto crediamo. E in un certo senso questo mi rincuora. La storia è quella di due genitori che si amano, che condividono la stessa ferita. Eppure non riescono a restare nello stesso posto del dolore. Lo vivono in modo diverso. E questo mi riporta alla mia situazione, vivere la perdita di un amore in maniera così diversa… ma allo stesso tempo così uguale. Perché il dolore non parla una lingua sola. C’è chi resta dentro al ricordo, quasi a custodirlo. Chi invece scappa, perché scappare è l’unico… Leggi tuttoNello stesso dolore, in due posti diversi

Perchè non hai pensato a me ?

Perché non hai pensato a me?È la domanda di chi ha amato davvero, di chi ha dato tempo, attenzione e sentimenti… e a un certo punto si accorge che dall’altra parte non c’era lo stesso pensiero. È il momento in cui si realizza che mentre tu pensavi a qualcuno, magari ogni giorno, quella persona non stava pensando a te. Certe domande, anche quando fanno male, aiutano a capire quanto valore abbiamo dato a qualcuno. Ed è forse proprio per questo che questa canzone continua a colpire:perché dietro quella domanda c’è qualcosa che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato.

Caro Simone

Caro Simone, Ho visto quel video di Stranger Things che oggi ti ha emozionato tanto e mi ha fatto pensare a te. Mi ha fatto pensare che stai crescendo. Non è solo che diventi più alto. È che stai iniziando a sentire le cose ancora di più. E questa è una cosa bellissima. Tu ti emozioni. Ti appassioni. Ti brillano gli occhi quando qualcosa ti colpisce. E sai una cosa? Anche il tuo papà è così. Mi sono venuti in mente i nostri momenti speciali. Quando commentavamo Harry Potter. Le tue poesie. Le partite viste insieme. Le passeggiate in cui sembrava di esplorare il mondo. Le partite a pallone senza guardare l’orologio. E quella prima volta allo stadio, tua e mia, con quegli occhi pieni di meraviglia. Quelli non sono solo ricordi. Sono cose nostre. So che continuerai a crescere…. Leggi tuttoCaro Simone

Caffè senza zucchero

Questa grafica mi riporta dritto alle avventure grafiche della LucasArts, quando il mondo era un posto più semplice e bello esattamente come i momenti passati con te, quando eri casa ovunque io fossi. Ora sto imparando a disimpararti, e sai una cosa? Sto migliorando, sto tanto meglio senza quel peso. Mi piacerebbe che ogni tanto anche tu mi pensassi, come in quell’amaro dei Pinguini: “E se ti dico che sto bene è solo per non farti stare male, ma è un amaro che non passa, è un caffè senza zucchero”. sarebbe un sollievo