2020

In certi periodi della mia vita, quelli in cui ho affrontato dei cambiamenti, avverto l’avvicinarsi del primo gennaio più forte.
È tutto un insieme di sensazioni, principalmente negative.
Di ansia, incertezza e profonda inquietudine.
Mi chiedono “cos’hai?” Come se la domanda non fosse scontata e la risposta di più.
Eh, cosa ho. Cosa non ho.
“Non lo so” E invece lo so. Sempre.
Dal primo gennaio di quell’anno.
Negli anni a venire ho iniziato a convincermi che ci fosse una sorta di data di scadenza del Dolore e che dopo non fosse più consigliato aprire la confezione.
Fine di una amicizia? Dai 3 ai 6mesi.
A seconda dell’amicizia.
Fine di un amore? Dai 6 ai 12 mesi, dopo diventa chiusura. O clausura.
Lutto? ahi, questa è difficile!
“Non lo so” E invece lo so. Sempre.
Dal primo gennaio di quell’anno.
Sarebbe così semplice avere delle etichette PAO come nei cosmetici (grazie Emma ♥️)
E poi buttare la confezione di Dolore scaduta proprio come dovrei fare con l’oki che mi ostino a portarmi sempre dietro.
Fra poco saranno anni.
Anni di domande senza risposte.
Di malattie senza medicine.
Di conti senza oste.
Di tempo che non abbiamo avuto.
Di confezioni senza scadenza.
Non ho imparato a buttare via ma a crescere e lasciare andare.
E ho imparato a ridere, ridere tanto.
Ad amare, ascoltare, sbagliare, chiedere scusa… E lasciare andare, le persone non i ricordi.
Quelli ancora mi invadano, come dicevo,
i giorni prima del nuovo anno.

Niente succede per caso

Siamo tutti connessi in qualche modo.

Alla fine la chiave l’ho trovata, era tutto nella mia testa.

«Tu sei innamorato di un sogno»

Tutto ti sembrava speciale perché era tutto solo frutto di un sogno. La realtà che parlava di ben altro.

Una realtà (quella del passato) che se è fine a se stessa risulta essere solo un riflesso delle proprie immaginazioni (delle pagine con dei confini, quindi).

«E Zelda è proprio così come te la immagini!»

Vivere nel presente

Siamo costantemente alla ricerca della felicità, tutti, nessuno escluso. La aspettiamo,desideriamo, sembra non arrivare mai e se arriva se ne va. E se invece di aspettare iniziassimo a fare qualcosa? Cosa è ?

Cambia sicuramente con il tempo ed in fondo, se ci reflettiamo forse non sappiamo neanche elencari i punti che ci permetterebbero di esserlo. Vero ? Vivere il presente! Quante volte abbiamo letto o sentito dire questa frase?

Senti sempre quel maldipancia ? Quel senso d’insoddisfazione che neanche tu sai bene cosa sia e ti butti sempre in qualcosa di nuovo ?
Basta sempre cercare qualcosa di nuovo ?
Basta trovare il prossimo obiettivo ?
Non sai tu neanche cosa, senti solo quel senso d’insoddisfazione. Basta cambiare il modo in cui guardo le cose ? Basta solo questo ?

Non c’è niente di diverso nella mia vita, ho solo cambiato il modo in cui guardo le cose. Sono rimasto stupito di quanti piccoli momenti di felicità avevo durante ogni mia giornata, anche in quelle più brutte.

Semplicemente non me ne rendevo conto

È inutile aspettare un momento felice, non arrivera mai e saremo perennemente insoddisfatti : è inutile aspettare un giorno di sole e durante tutti gli altri lamentarsi della pioggia, è inutile aspettare il momento per fare. Non esiste il momento buono, mai.

Non è facile, ma una cosa che mi ha aiutato è il barattolo della felicità.

È un modo semplice, ma efficace, per iniziare ad essere consapevoli di quelle piccole cose che ci rendono felici durante la giornata.

Il Barattolo della felicità è un progetto nato dall’idea della scrittrice Elizabet Gilbert, autrice del best seller “mangia prega ama” (Eat pray love) da vedere !!! .

Come creare il barattolo della felicità

Ecco l’occorrente :

  • Un barattolo di vetro
  • Foglietti colorati
  • Matite, pennarelli, penne colorate
  • Un pizzico di fantasia

Oppure, semplicemente un foglio word, un notepad, google keep, cosa che, da buon informatico, preferisco.

Ogni sera, prima di andare a dormire, prendetevi 5 minuti, pensate e scrivete su un bigliettino un momento felice della giornata appena trascorsa, dopodiché mettetelo nel barattolo o sul pc.

Nel barattolo metteremo solo un momento felice, ma ripercorrendo con la mente la giornata per trovarlo, vi accorgerete che ce n’è più di uno. A volte faticherete a scegliere.

Farlo di sera è importante perché vi addormenterete ricordando cose felici e quindi, più rilassati.

Durante la giornata diventerete più consapevoli delle cose belle che accadono e a cui prima non facevate nemmeno caso. Ricordate? Rendersene conto.

Nel mio barattolo a volte c’è una canzone, un semplice sorriso.

Quando il barattolo è pieno o quando ne sentite il bisogno, è arrivato il momento di rileggere i vostri bigliettini.

Sentivo perdermi dentro te. Non avevo mai provato.

Sopravvalutato

“È la fine della storia, e non lo sai. Lui è lì, in piedi davanti alla finestra, e tu non gli perdoni di schermare la luce. Non è lui che vedi, ma il giorno, cui lui impedisce di entrare. Inizia così. Lui è lì, e la sua presenza ti dà fastidio… Certo, per lui provi tenerezza. Pare si dica così quando non si ama più. Ma allora, più si prova tenerezza e meno si ama? Chi può dire quale sia la differenza? Tenerezza è quando non c’è più desiderio. Una carezza sulla guancia prima di addormentarsi. Come fratello e sorella.“

Wonderful

You just walked out of here and now I know what I will die for

It’s really hard to stay afloat when you got no reason (to do it for) it’s Wonderful

So who’ll forget your face?

Who’ll forget your warm embrace?

I won’t Who will fix this broken door?

Who will bring the lights back home?

You won’t Like the end, you are slowly fading

Lascia

“Lascia che le cose si rompano, smettila di cercare di tenerle insieme.

Lascia che le persone si arrabbino.

Lascia che ti critichino, la loro reazione non è un tuo problema.

Lascia che tutto cada a pezzi e non preoccuparti dopo.

Dove andrò? Cosa ho intenzione di fare?

Nessuno si è mai perso per strada, nessuno è rimasto senza riparo.

Ciò che è destinato ad andare andrà comunque.

Ciò che deve restare rimarrà.

Troppo sforzo non è mai un buon segno, troppo sforzo è un segno di conflitto con l’universo.

Relazioni

Lavori

Casa

Amici e grandi amori …

Dai tutto al creatore, acqua quando puoi, prega e balla ma poi lascia che fiorisca e che le foglie secche si strappino da sole.

Ciò che va, lascia sempre spazio a qualcosa di nuovo: sono le leggi universali.

E non pensare mai che non ci sia più niente di buono per te, solo che devi smettere di contenere ciò che devi lasciare andare.

Solo quando il tuo viaggio sarà finito, le possibilità finiranno, ma fino ad allora, lascia che tutto vada in pezzi, lascia andare, lascia che sia. “

Feeling so much

Da sempre ho bisogno di scrivere per ordinare determinate emozioni.
Sono abituato a farlo sin da piccolo perchè mi serve una valvola per tiare fuori qualcosa che la mia vita mi ha insegnato a tenere dentro.

Ma tenere dentro fa male.
Questo l’ho imparato; puoi essere forte o credere di esserlo quanto vuoi, ma alla fine quello che non affronti o che metti da parte trova il modo di presentare un conto.

Oggi scorrendo su Netflix ho notato il documentario su Maradona nella top 10 e devo dire, sforzandomi, me lo sono visto.
Mi sono dovuto sforzare perchè Maradona mi sta antipatico. 🙂 ma poi mi sono chiesto il perchè, (sempre chiedersi almeno 3 perchè ricorsivi 🙂 ) e mi sono reso conto che la mia antipatia non era ben fondata, insomma ho cercato di farmi una idea più consapevole.

Ad un certo punto si vede Marodona così :

Questa è la faccia di uno che ha vinto un mondiale, di uno che professionalmente è riuscito in tutto ai massimi livelli, una persona ricca, una persona che nei sogni della maggior parte delle persone dovrebbe essere solo il dipinto della felicità.

Eppure, eppure non è felice.
Chi sa la storia conosce solo il tormento di quel periodo e del successivo.
Quindi, anche se scontato, non è sicuramente il riuscire professionalmente o essere ricco, avere una famiglia, a renderti felice.

Concetto banale, apparentemente però, perché in fondo se pensiamo al motivo per il quale proprio in questo momento non ci sentiamo felici spesso è proprio perchè vorremmo avere una promozione, vorremmo avere qualche soldo in più, non è forse così ?
“ahhh se vincessi al superenalotto !!!” si sente spesso dire.

Continuerò ad essere banale, ma allora cos’è davvero la felicità? Credo che capirlo sia una delle più grandi conquiste di ciascuno di noi, forse qualcuno trova una strada, perché la strada va costruita. E’ un percorso, soprattutto di conoscenza.

In maniera spesso inconsapevole, cerco di evitare i dolori (emozioni negative) e di provare piacere (emozioni positive) ma raramente ho un’idea chiara di cosa sia davvero la felicità, e di come ottenerla.
Alcune volte l’ho confusa con l’adrenalina, altre volte con la soddisfazione, altre ancora con il senso di potere.

Nei testi di autori e filosofi del calibro di Schopenhauer e Leopardi, la felicità è vista come una chimera, una pura illusione, ed è forse così.
Certi dicono che la felicità sia trovare se stessi e donare ad altri amore (beh qua sono un fallimento totale…)
Altri dicono che La felicità è quello stato mentale nel quale non ci si vuole trovare in nessun altro stato mentale. Ma questo stride terribilmente con la natura dell’uomo.

Quindi ?

Quindi non è facile. Non è immediato. Non c’è una linea guida, e se leggi qualcuno che cerca d’indicarti una strada, scappa!

Serve allenamento, serve studio, serve l’esercizio continuo per espandere la propria consapevolezza.

Ecco perchè ne sto scrivendo. Per me.

Non c’’è nulla di più bello che lavorare su se stessi, giorno dopo giorno, per conoscersi, capirsi, guidare la propria vita.

Chiediti, chiediti sempre se sei felice, ed il perchè sei o non sei felice. Lavoraci con i tuoi tempi. Interrogati non solo quando non lo sei !
Fatti aiutare ogni tanto: non significa avere problemi, è fondamentale che qualcuno ti dia una chiave di lettura diversa dalla tua.

Tornando al documentario, mi sono innamorato di Diego, delle sue fragitlià. Lo ringrazio per avermi donato questa serata introspettiva!
L”ultimo pezzo del documentario che condivido qui è davvero commovente.

Non ho più paura

I used to think death was the end
But that was before
I’m not scared anymore

Dream Theater
Where did we come from?
Why are we here?
Where do we go when we die?
What lies beyond
And what lay before?
Is anything certain in life?They say, life is too short
The here and the now
And you're only given one shot
But could there be more
Have I lived before
Or could this be all that we've got?If I die tomorrow
I'd be all right
Because I believe
That after we're gone
The spirit carries onI used to be frightened of dying
I used to think death was the end
But that was before
I'm not scared anymore
I know that my soul will transcendI may never find all the answers
I may never understand why
I may never prove
What I know to be true
But I know that I still have to tryIf I die tomorrow
I'd be alright
Because I believe
That after we're gone
The spirit carries onMove on, be brave
Don't weep at my grave
Because I am no longer here
But please never let
Your memory of me disappearSafe in the light that surrounds me
Free of the fear and the pain
My questioning mind
Has helped me to find
The meaning in my life again
Victoria's real
I finally feel
At peace with the girl in my dreams
And now that I'm here
It's perfectly clear
I found out what all of this meansIf I die tomorrow
I'd be alright
Because I believe
That after we're gone
The spirit carries on

Fuori dal coro

Fuori dal coro dico
che la più grande battaglia della nostra epoca è quella che combattiamo contro l’ego.
Abbiamo sempre questo spasmodico bisogno di riempirlo .
Ignorando che è proprio lui la principale causa dei nostri malesseri .
E i social non fanno altro che amplificare tutto questo .
Ricevere un complimento sulla tua immagine sul web non aggiunge alcun valore alla persona ( le cui qualità continuano a rimanere sconosciute ai più che ti mettono il tanto sospirato like )

La più grande battaglia della nostra epoca è quella che combattiamo contro l’ego

Luigi

La parola ego significa “ io”. Rappresenta la coscienza di chi siamo . È quello che facciamo che definisce chi siamo . Riempire l ego con ciò che facciamo è positivo .
Questo ego positivo è minato costantemente dal bisogno di approvazione virtuale .
Normalmente una persona non va in giro fermando sconosciuti e chiedendogli se a 50 anni è ancora figo, o se piace la nuova maglietta attillata.

Sarebbe strano .. e comunque inutile . Gli uomini e le donne per noi belli (anche quando non lo sono esteticamente) si riconoscono quasi chimicamente. A volte è un semplice sorriso.
L’autostima è quindi costantemente minata sul web se ci si propone con un aspetto superficiale come l’immagine .
Alimentando il bisogno di pubblicare sempre più immagini . Alimentiamo il bisogno di sentirci degli “influencer”, che poi tra filtri, ciglia finte, pose strategiche, grand’angoli non siamo neanche noi ma una proiezione di noi, a volte una caricatura.


L’uomo e la donna hanno dei bisogni . Il bisogno nasce da una mancanza.


Se una persona pubblica 5 /6 foto di sè tutte in fila chiedendo approvazione .. è perché ne ha bisogno .. quindi manca. Manca autostima appunto . E ha bisogno del consenso .
Da qui nascono selfie in tutte le pose , tag a posti dove non si è nemmeno stati , foto con amici a significare una vita mondana anche quando invece sono le persone più sole del mondo: l’ego vero si nutre di verità . Per quanto imperfetti e poco piacevoli possiamo essere … quanto è bella la verità !!!

😘😘
Ma questo è un altro discorso ..