Begin Again
If we ever stop talking, and you don’t know how to come back, send me a song
Collect moments, not things
If we ever stop talking, and you don’t know how to come back, send me a song
La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.
Questa mattina, una luce sottile penetrava attraverso le persiane socchiuse, gettando sfumature dorate sul pavimento della stanza. Il tempo sembrava aver perso la bussola, oscillando tra piogge inaspettate e improvvisi bagliori di sole, proprio come la tempesta di sentimenti dentro di me. Mentre emergevo dal sonno, mi colpì come un pugno nello stomaco la rivelazione che finalmente avevo compreso la verità. Una verità che avevo cercato di ignorare, rimuovendo dalla mente e dal cuore. Una verità che riguardava te, la tua importanza nella mia vita e quanto tu avessi cercato di farmi aprire gli occhi, mentre io, cieco di fronte ai miei stessi demoni, non ero stato capace di vedere. Non mi ero reso conto di tutto il male che avevo seminato, nemmeno quando cercavi di farmelo comprendere con gentilezza e delicatezza. Sono stato ingenuamente prigioniero di un amore confuso,… Leggi tuttoMind is a scary place to be stuck in.
Mi ritrovo immerso in un profondo silenzio interiore, mentre le parole del testo risuonano nel mio intimo. Mi chiedo come mai e le ragioni per cui talvolta devo entrare in contatto con queste sensazioni, come se ci fosse qualcosa sotterrato nel mio cervello che periodicamente emerge, richiedendo attenzione. Ricordi, emozioni, esperienze che abbiamo scelto di nascondere, di seppellire nel tentativo di preservarci o di allontanarci dal dolore che potrebbero suscitare. Sono frammenti di un passato che ci appartiene, ma che talvolta evitiamo di affrontare. Nel profondo dell’anima, affiora un’altra verità. La violenza, con le sue fauci insaziabili, è entrato pervasivamente nel mio essere, lasciando cicatrici invisibili ma profonde. È una forza distruttiva che cerco costantemente di contrastare, una marea di rabbia che brucia dentro di me. Per contrastarla vivo spesso in un non Luigi che è diventato sempre meno aggressivo,… Leggi tuttoPain and Anger
Una delle mie parole preferite in assoluto è questa, komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi. C’è qualcosa di assolutamente poetico, quasi magico, in una cultura che crea una parola apposta per un concetto del genere. Ma la meraviglia di questa parola non è limitata al suo significato. Sia come vocabolo in sé, sia dal punto di vista dei kanji, è una parola davvero molto interessante. Cominciamo a chiederci… Da dove viene? Komorebi è in realtà un termine composto… da ben tre parole! 木 ki, albero, 漏れ more, da 漏れる moreru, perdere, gocciolare, e infine 日 hi, sole, giorno. E su tutte e tre c’è qualcosa di speciale da dire. 木 ki, albero, è sempre pronunciato “ki”, appunto (come kun’yomi)… tranne che in tre vocaboli, in cui è pronunciato “ko” (be’, tre sono quelli che val la pena… Leggi tuttoKOMOREBI – 木漏れ日