White Towels

‘I’ve been studying the difference between solitude and loneliness. Telling the story of my life to the clean white towels, taken warm from the dyer and held to my chest, a sad substitute for a body pulled in close,’ “I miss most even now his hands, the expressive grace and heft of them. The heat of his hands on my skin, the wrap of his arms, two becoming one. I carry the stack of towels upstairs, carefully cradling them so as not to let them tumble. Save one, still damp, the top one I had pressed against my face, which needs more time for drying,’

Il futuro

E so molto bene che non ci sarai.Non ci sarai nella strada,non nel mormorio che sgorga di nottedai pali che la illuminano,neppure nel gesto di scegliere il menù,o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.Nei miei sogni non ci sarai,nel destino originale delle parole,né ci sarai in un numero di telefonoo nel colore di un paio di guanti, di una blusa.Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,e non per te comprerò dolci,all’angolo della strada mi fermerò,a quell’angolo a cui non svolterai,e dirò le parole che si diconoe mangerò le cose che si mangianoe sognerò i sogni che si sognanoe so molto bene che non ci sarai,nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,e… Leggi tuttoIl futuro

Valgo anch’io

Quanto costano le insicurezze?Le mie? Circa cinque anni di corse, notti storte e almeno 10.000 euro senza contare libri, viaggi, ferie saltate e qualche cena rimandata. È questo, più o meno, il prezzo della mia laurea. Ma in realtà, non è mai stata una questione di soldi.Il vero nodo era un altro: perché sentivo il bisogno di farlo? Lavoravo già nell’informatica da una vita. Letteralmente. Già da ragazzino smanettavo con codici e cose che, all’epoca, sembravano solo hobby nerd… e invece oggi mi ci pago il mutuo. Qualsiasi competenza, volendo, potevo trovarla in un libro o in un corso online. Bastava la voglia.Ma allora perché?Perché cercavo una medaglietta. La verità è che laurearmi lì, in quel posto, significava sentirmi abbastanza. Sentirmi uno di quelli giusti. Quelli con il bollino.Come se la pergamena dicesse al mondo (e a me stesso):“Ehi, vedi?… Leggi tuttoValgo anch’io

Fango in paradiso

di uno che a volte piange e manco sa perché C’è una cosa strana che succede certe mattine. Ti svegli, ti fai il caffè, guardi fuori e c’è il sole… ma dentro senti acqua.Una pozzanghera emotiva.E non sai da dove arriva. Oggi ho ascoltato una canzone, così, senza pensarci. Quelle cose che partono in automatico mentre cerchi le chiavi o ti metti le scarpe al volo. E niente, a metà mi sono ritrovato con gli occhi lucidi.Mi è venuta in mente una persona.Una storia.Un addio in macchina.Uno di quei momenti in cui fai finta di sapere quello che stai facendo, ma dentro hai solo un cartello giallo con su scritto “Attenzione, il pavimento è bagnato”. Perché lo era, cazzo. Era tutto bagnato.Di lacrime non versate. Di parole lasciate a metà.Di quei “per sempre” detti con la voce, ma non con… Leggi tuttoFango in paradiso

Just a Stepping Stone

Di questa meravigliosa canzone non esiste il testo su internet, ne la sua traduzione, allora approfitto ! 🙂 Questa canzone parla di una persona che continua a scappare da tutto, inclusi i legami affettivi, le responsabilità e forse anche da sé stessa. Il testo mostra qualcuno che prende quello che vuole, ma non si ferma mai a costruire qualcosa di duraturo, lasciando dietro solo relazioni vuote e dolore. La frase ricorrente “You do it to yourself” (“Lo fai a te stesso/a”) sottolinea che le conseguenze sono frutto delle sue stesse azioni, non c’è nessun altro da incolpare. La parte più dura arriva con l’immagine di essere “solo una pietra di passaggio” – cioè qualcuno che gli altri usano per andare avanti, senza valore duraturo. È una riflessione amara su quanto, a forza di evitare amore e vulnerabilità, si rischia di… Leggi tuttoJust a Stepping Stone

Amati

Un messaggio d’amore, un invito a volerci bene ogni giorno. Ad accoglierci così come siamo, con i nostri pregi e i nostri difetti. A non sentirci mai inferiori, mai sbagliati, nemmeno quando lo sguardo degli altri sembra dirci il contrario. Chi ci ama davvero ci accetta in ogni sfumatura, accarezza le nostre ferite invisibili, ci sostiene e tira fuori il meglio di noi. È balsamo, è forza, è cura. Ma per amare gli altri, dobbiamo prima amare noi stessi. Abbattiamo le barriere della paura, degli stereotipi, dei giudizi. Ascoltiamoci davvero. Parliamo al nostro Io più profondo. Facciamoci un dono prezioso: amiamoci.