If you love her

When you’re young, life feels like everything will stay the same. But then you quickly grow up and realize nothing lasts forever. And just like that, the ones who raised you, held you and cared for you fade to dust. But the truth is they don’t truly die; there’s a part of them still alive. And it is YOU.

Ai super-analitici

Messaggio ai super analitici, vi faccio un regalo : vi consiglio questo libro.Un libro che per me è stato importante. Mi ha fatto passare da una persona con tendenze che andavano verso l’iper analitico ad approcci diversificati a seconda del contesto. Il concetto di fondo è che una maggiore analisi può portare a risultati peggiori (anche dannosi) rispetto a un approccio meno analitico. Il quando questo è vero ve lo lascio scoprire nella lettura. Può non piacere a tutti… soprattutto agli iper-analitici irrecuperabili (che però hanno torto 😃).

Greetings

Grateful for all the things in you’re life. Grateful for all the pain you’ve suffered..grateful for all the happiness you’ve achieved, grateful for all the challenges you’ve have faced..grateful for…life itself It makes you believe in you’re self.

It makes you feel like you can do anything in the worlds. As if nothing can stand in you’re way. Even if people try to stop you, they will always lose. You will always succeed..even if you fail. That’s what life is. Sometimes it makes u feel useless, other times it makes you feel strong..we are all humans. We together make a great team.

We are united. Loved ones, enemies, haters, bullies, we are all humans. The people that don’t have a heart are the ones that has it broken. The kindest people are the ones that suffered the most. In the end we are all just suicidal kids. But that’s just life. All the things we are grateful for..is grateful for us. The ones we hate are actually the ones we love. We together can do anything. That’s what we are. We are..unstoppable. The world won’t exists forever. We won’t live forever. So make the most of you’re life. Treasure it. Love it. Be grateful for it because if you don’t.

Sometimes it will be too late..even if you think you still have time. You won’t like it..until you try it. So be you’re self. That’s the greatest thing you could EVER do.

Capire i Principi, il Modello Iterativo e le Chiavi

Prima di entrare nei dettagli di Enterprise Design Thinking, analizziamo i suoi principi fondamentali, scopriamo i modelli iterativi e diamo un’occhiata alle chiavi.

I principi guidano te ed il tuo gruppo

Guarda ai problemi e alle soluzioni come a una conversazione continua

Un focus sui risultati per gli utenti

Dai la priorità ai bisogni delle persone che useranno la tua soluzione. Il successo non è misurato da caratteristiche o funzioni ma è calcolato dal modo in cui sono soddisfatte le esigenze degli utenti.

Reinventarsi di continuo

Tutto è un prototipo! Tutto, anche i prodotti e le soluzioni già esistenti. Quando consideri qualsiasi cosa come un’ulteriore iterazione, puoi portare nuove idee anche ai problemi più vecchi.

Gruppi diversi responsabilizzati

Gruppi diversi generano più idee di quelli in cui tutti la pensano allo stesso modo, perché prospettive diverse generano idee differenti e aumentano le possibilità di fare un passo in avanti. Membri diversi di un team aiutano un gruppo ad accrescere le conoscenze e a trasformare le idee in risultati.

Il modello iterativo guida te e il tuo gruppo 

Capire le esigenze degli utenti e ottenere risultati continui 

Il Modello Iterativo spinge il team a comprendere il presente e immaginare il futuro in un ciclo continuo di osservazione, riflessione e realizzazione.

Quando i gruppi iniziano, si riuniscono per capire il presente e per immaginare il futuro. È compito di ciascuno imparare di più sul mondo degli utenti con l’osservazione, oppure iniziando subito a lavorare mettendo in pratica le idee.

Il Design Thinking considera tutto come un prototipo. Tutto è un prodotto non completato su cui si continuerà a lavorare e che verrà sempre reinventato. I gruppi possono osservare, riflettere e fare ripetutamente mentre cercano di risolvere un problema.

Le Chiavi allineano te e il tuo gruppo

Le Chiavi aiutano a mantenere i gruppi focalizzati e allineati sui risultati che interessano agli utenti

Enterprise Design Thinking introduce tre pratiche fondamentali delle chiavi che aiutano a risolvere problemi ben noti che IBM spesso registra in progetti complessi. Queste possono essere brevemente descritte come:

  • Hills (colline), che ci allineano come gruppi. 
  • Playbacks (riproduzioni), che ci allineano nel tempo. 
  • Utenti Sponsor, che ci allineano con la loro realtà. 

Le Chiavi aiutano a mantenere i gruppi concentrati sui risultati che contano per gli utenti e con le necessità del mondo reale.

Fai clic su ciascun titolo per saperne di più su queste pratiche.Le hill aiutano i gruppi a sincronizzarsi

Le Hill sono gli elementi di un piano di sviluppo che permettono al tuo progetto di focalizzarsi sui grandi problemi e sui risultati per gli utenti, e non solo su un elenco di richieste di funzionalità. Una hill indica dove andare, non come arrivarci, fornendo lo spazio necessario per generare idee innovative. 

Lo scopo di una hill è garantire l’allineamento di tutto il gruppo su un obiettivo importante, dal punto di vista dell’utente finale. Dal momento che le hill definiscono l’ambito di un progetto, è importante che la specifica della hill sia fattibile nel tempo previsto. La specifica di ogni hill dovrebbe contenere le tre componenti: Chi? Cosa? e Wow.

Chi è l’utente principale?

– vale a dire, l’utente da servire

Cos’è che verrà consegnato?

– vale a dire, il risultato che si consente agli utenti di raggiungere 

Wow è la differenza che renderà valida la tua soluzione.

–  vale a dire, una descrizione di come questo risultato piacerà al cliente

Ecco alcuni esempi che mostrano come inserire le tre componenti in un’unica espressione:

Uno studente delle superiori [Chi] può produrre un progetto di storia di otto pagine [Cosa] in meno di 24 ore senza l’aiuto dei genitori [Wow!]

Credo che questa nazione [Chi] dovrebbe impegnarsi a raggiungere l’obiettivo [Cosa] […] di far sbarcare un uomo sulla Luna e riportarlo in salvo sulla Terra [Wow!]. – John F. Kennedy, presidente americano, 1961I playback aiutano i gruppi a restare sincronizzati

I Playback allineano il nostro gruppo, le parti interessate e i clienti attorno al valore che forniremo per l’utente piuttosto che sui singoli elementi del progetto. I playback sono presentati ai clienti e ai gruppi sotto forma di storie utente, garantendo che l’attenzione sia focalizzata sul valore erogato all’utente piuttosto che sui dettagli tecnici. Utilizzando i playback durante tutto il ciclo di rilascio, tutte le persone coinvolte rimangono informate e allineate. I playback avvengono in molti punti lungo il percorso.

Ecco alcune best practice da tenere a mente:

  • Man mano che un gruppo sviluppa delle hill, un Hill Playback aiuta a garantire che tutti siano d’accordo sul risultato previsto del progetto.
  • Una volta che il team ritiene di aver raggiunto una proposta di soluzione per ciascuna hill, pianifica il prossimo traguardo: il Playback Zero. Questa sessione è un momento in cui il team e le parti interessate concordano su ciò che il team si impegnerà effettivamente a fornire.
  • Mentre si sviluppa la soluzione il team prepara vari Client Playback, dove presentare il piano, le tre hill e la esperienza utente che si intende offrire all’utente. In cambio, i clienti forniscono riscontri al gruppo per continuare a migliorare il piano.

Gli utenti sponsor aiutano a capire i “veri” utenti

Gli Utenti Sponsor non sono necessariamente i manager o i responsabili. Più comunemente sono gli utenti o i potenziali utenti che aiutano con la loro esperienza tutto il gruppo. Partecipano insieme al gruppo nel raggiungere un risultato che soddisfi le esigenze degli utenti finali.

Gli utenti sponsor non sostituiscono la ricerca, ma il loro punto di vista fornirà una conoscenza diretta delle esigenze specifiche degli utenti. Le loro esperienze aiutano a colmare il divario tra i presupposti del team e la realtà quotidiana dell’utente.