ho imparato

Ho imparato che spesso le persone non comprendono quello che hanno davanti e spesso non lo apprezzano.Ho imparato che da un giorno all’altro tutto può cambiare.Ho imparato che non c’è cosa più bella e difficile che potersi fidare di qualcuno.Ho imparato ad accettare le delusioni o comunque a non dargli troppo peso.Ho imparato ad andare avanti anche quando l’unica persona con cui vorresti parlare è la stessa che ti ha ferito.Ho imparato che questo molte persone non l’hanno mai capito.Ho imparato che più dai e meno ricevi.Che ignorare i fatti non cambia i fatti.Che i vuoti non sempre possono essere colmati.Che le grandi cose si vedono dalle piccole cose.Che la ruota gira, ma quando ormai non te ne frega più niente.E (soprattutto quello che più mi piace della vita) è che non si finisce mai di imparare.

Chain of memories

Per me, “5 cm al secondo” non rappresenta l’immagine fallita di un amore. Da un romantico incallito, ho pianto e sono stato frustrato per il suo finale. Credevo ancora nell’idea di una persona unica che potesse salvarmi da questo mondo freddo. La suspense del film mi ha quasi straziato e, alla fine, la frustrazione mi ha fatto scaturire lacrime di rabbia. Perché qualcuno dovrebbe realizzare un film così crudele? Ho riflettuto su me stesso e sono rimasto sorpreso e arrabbiato, mescolando la rabbia del passato con un’altra frustrazione: quella delle mie storie d’amore fallite, dei tentativi infruttuosi di mantenere persone importanti nella mia vita, sfidando ogni avversità e buon senso, e fallendo miseramente. Più mi faceva male e più volevo dimostrare di poter farcela. Ho perso persone che amavo e a volte mi sdraio a letto faticando a ricordarle, perché… Leggi tuttoChain of memories

Chissà se ne ridi

non arriva neanche un po’ di musica quando qui manchi tu. “Perché a volte è così. Sarà anche un giorno di Dicembre, sarà anche che fuori senti i bar fare rumore ma il tuo unico interesse è scrivere sul bordo di una finestra appannata. Un cuore. Ogni volta ti sorprendi di quanto può far male. Per un paio di canzoni. Solo per cantare un po’. Circondarsi di persone sbagliate e poi rimanerne imprigionato, trasformare l’energia in odio, l’odio in supplica, la supplica in un silenzio stanco e pieno. Guardarsi indietro e sperare di non aver fatto, magari inconsciamente, lo stesso male subito. E se così fosse, sperare di poter chiedere scusa e grattarsi via di dosso tutto lo sporco della cattiveria. Raccontare se stessi è raccontare gli altri: chi hai incontrato e chi avresti voluto conoscere. E a volte perdersi…. Leggi tuttoChissà se ne ridi