Ascensori

In un mondo fatto di alti e bassi, di gioie e sfide impreviste, due anime si erano intrecciate in un legame indissolubile. Avevano visto il peggio degli anni migliori, attraversato campi minati insieme e raccolto rose tra le spine. Era un connubio di promesse sussurrate sotto cieli tempestosi, su panchine di parchi, risate condivise nei giorni di sole, sguardi complici.

Non c’era giuramento di eternità, ma una consapevolezza profonda che ogni istante passato insieme valeva più di qualsiasi promessa fatta per sempre.

Poi, come spesso accade nella vita, il “momento” si è perduto, svanendo nell’incertezza. Non bastava più.

In un gioco di carte della vita, avevano deciso di rischiare, di mettere tutto sul tavolo per due cuori intrepidi. Le loro mani si erano intrecciate come il simbolo di un impegno silenzioso, anche quando la vita, capricciosa come un ascensore, cambiava all’improvviso i suoi piani. Insieme avevano attraversato il meglio e il peggio, costruendo un rifugio reciproco dalle tempeste interiori.

Poi, come un vaso prezioso caduto, tutto si era frantumato. Contava solo farsi male.

Era una promessa di presenza oltre le difficoltà, un impegno a essere il riparo durante gli inverni interiori, a essere il Marzo quando il freddo si faceva sentire. Insieme, avrebbero costruito la pace dopo ogni guerra, navigato tra sogni e bisogni, mantenendo viva la differenza che li univa.

Ma, invece, si era trasformato in polvere, miserie, bugie, crudeltà, e dolore.

Buio

Fine

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