Infinito
Ci sono poesie che studi, e poi ci sono poesie che ti succedono.Per me, L’infinito di Giacomo Leopardi è stato entrambe le cose, ma non nello stesso momento. La prima volta l’ho letto come si leggono tante cose a scuola: cercando di capire, di interpretare, quasi di “risolvere” il testo. La siepe, il colle, gli spazi interminati… tutto chiaro, tutto spiegato. Eppure, a essere onesto, non mi aveva lasciato molto. Era bello, sì. Ma distante. Poi è tornato. Non perché dovessi studiarlo, ma perché ne avevo bisogno. Mi ricordo esattamente il contesto: un periodo in cui avevo la testa piena, troppe decisioni, troppi pensieri che giravano senza fermarsi mai. E in mezzo a quel rumore, mi è tornato in mente quel passaggio sul silenzio, sugli spazi che la mente costruisce quando non vede più. Ed è lì che ho capito… Leggi tuttoInfinito