Il cuore di un leoncino.

Chi lo avrebbe detto. Ho imparato ad amare in modo disfunzionale.

Nell’amore c’era anche terrore, abbandono, delusione, frustrazione, mortificazione, odio e scherno. Un amore che doveva essere il più bello.

Avvicinamento evitamento. Lo schema del mio amore. Paura.

O se mi dispiace da morire per chi mi ha amato e sofferto per me. Non potevo amare profondamente, nel profondo c’era qualche demone. Dovevo ancora sistemare qualcosa e mai più permetterò a qualcuno di avvicinarsi se non avrò curato quel bimbo che tanto ha sofferto.

Allora ti lascio la mano, anche se ti amo da morire. È meglio. Starai meglio.

Dio grazie. La catena generazionale si è rotta. Io non ho quel mostro la.

L’adulto di quel bimbo è qui, a prenderti la mano. A spiegarti cosa l’amore non è. Quel bimbo che giace ancora lì, in un angolo della casa picchiato, confuso e in attesa che quella furia violenta si esaurisca. In silenzio. Non fare rumore, non guardare. Chi era? Chi era? Quanto durerà questa volta? Era la persona che più amavo. Era la mia mamma. Perché venivo amato e odiato, per nulla, picchiato. Forte. Dovevo aver fatto qualcosa. Cosa?

Non sei brutto e no, non avevi fatto proprio nulla. Se qualcuno ti toccherà gli spezzerò le mani.

sei bello. ❤️

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