Ho perso le parole.

Ho perso le parole. Non so più cosa pensare. Profonda rabbia e odio. E odio essere stato così appeso a un mostro.

Un mostro bugiardo. Schifosamente bugiardo.

Luigi, vuoto, immensi vuoti e lei ha il volto di quel vuoto, ma quel vuoto è tuo, lo avevi da prima di lei. Se non lo colmi con te stesso temo che tornerà anche con l’eventuale fine di un’altra relazione. Va bene stare da soli, ma mi sembra tu sia rimasto appeso per non soffrire, peccato che stai guardando lei che è andata avanti… ma tu? Gira la sedia, guarda te stesso, lavora su te, lei non esiste più, probabilmente oggi non la sceglieresti nemmeno, hai un’idea di lei, lavorata dalla tua mente, ma non sai più chi sia, cosa sia realmente vero, o forse sì… ma se è finita c’è un motivo.
Stare soli deve aiutarci a darci quello che speriamo ci dia qualcun altro, non un rifugio.

Il filo spezzato

Sai cosa succederà a noi due?

Ci cercheremo, ancora.

Ci cercheremo nelle canzoni,nelle citazioni, nei libri.

Ci cercheremo tra gli sguardi della gente. Magari la sera, che ci frega sempre.

Avremo voglia di scriverci, ancora.

Magari nei sogni, di entrambi.

Nonostante tutte le litigate,nonostante le brutte parole urlate contro, nonostante i “con te ho chiuso, sei fuori dalla mia vita” Ci penseremo, di nascosto,e fingeremo.

Fingeremo il mattino seguente di aver pensato ad altro.

Ci mancheremo, eccome.

E questa sarà la nostra punizione.

La punizione di non aver provato a tenerci quando tutto tra noi stava per crollare.